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Martedì, Ottobre 21, 2014

PUBALGIA: DIAGNOSI, TRATTAMENTO MANUALE E CHINESITERAPEUTICO

infortuni - toptraining.itDott. Giuseppe Canonaco:Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, Specialista in Medicina dello Sport E Ferdinando Ritrovato: Fisioterapista - Esperto in Terapia Manuale

Gli autori raccontano la loro esperienza nel trattamento della pubalgia (240 atleti curati dal 1998 a tutt'oggi), mettendo in evidenza l'efficacia del trattamento manuale che, associato alla chinesiterapia, ha dato risultati ottimi nel 90% dei casi trattati. Viene inoltre confermato come il controllo preventivo del rachide e il trattamento vertebrale, tramite manipolazioni, permettano di evitare l'insorgenza della pubalgia.

Introduzione
Il termine "Pubalgia" descrive una sindrome dolorosa che interessa la regione addomino-pubo-crurale, ma con quadri anatomo-clinici assai differenti tra di loro.
Jarvinen individua almeno 72 cause di Pubalgia: riguardano in gran parte patologie muscolari e tendinee (tendinopatie inserzionali, calcificazioni, avulsioni, ernie), ossee e articolari (fratture, fratture da stress, osteocondrosi, osteonevrosi), ma anche patologie infettive, borsiti, intrappolamenti nervosi e altre. In base alle lesioni anatomo-patologiche, alla sintomatologia e al differente approccio terapeutico possiamo distinguere tre gruppi:

il 1° gruppo è costituito da quella che definiamo: "Tendinopatia inserzionale degli adduttori e/o degli addominali, eventualmenteassociata ad un'osteoartropatia della zona pubica, di origine microtraumatica".
E' sicuramente il tipo di lesione più diffusa nel mondo del calcio. Da sottolineare l'importanza del fattore vertebrale e posturale.
 
Il 2° gruppo riguarda lesioni più subdole e per le quali non è sempre facile formulare una diagnosi precisa ed è costituito da lesioni della parte addominale e, in particolare, del canale inguinale quali:
• Ernia inguinale vera;
• Debolezza della parete posteriore del canale inguinale;
• Anomalie del tendine congiunto.
Nel 3° gruppo rientrano tutte le altre cause di dolore al pube, alla regione adduttoria e alla regione addominale:
• Distrazione o rotture dell'ileopsoas;
• Sindrome da compressione nervosa (i nervi che possono essere interessati da sindromi da intrappolamento sono diversi: il nervo inguinale, il nervo femorocutaneo, il nervo femorale, il nervo perineale o il nervo otturatorio);
• Lesioni ossee (osteite pubica, frattura da stress delle ossa iliache e della testa del femore, lesioni da stress o diastasi della sinfisi pubica, ma anche osteocondriti disseccanti, osteomieliti e patologie tumorali).
 

Diagnosi e valutazioni cliniche.
• Ananmnesi;
• Esame obiettivo locale;
• Esame obiettivo del rachide: ricercando eventuali cifosi, lordosi, scoliosi e rilevando la mobilità del rachide e la presenza di un D.I.M. (Disturbo intervertebrale minore) della giunzione dorso-lombare;
• Valutazione delle articolazioni coxo-femorali;
• Valutazione neurologica (forza, riflessi e sensibilità tattile, termica e dolorifica. È importante nella diagnostica differenziale delle cruralgie di origine radicolare e nel caso di intrappolamento di tronchi nervosi);
• Valutazione del canale inguinale;
• Baropodometria computerizzata;
• Visita odontostomatologica e/o gnatologica;
 
Pubalgia e fattore vertebrale.
I dolori pubici possono essere favoriti o qualche volta provocati da un fattore vertebrale (D.I.A. della giunzione dorso-lombare) (Maigne). Questa nozione ha un interessamento terapeutico perché allo stato iniziale il trattamento vertebrale può essere sufficiente per dare sollievo al paziente e, ad uno stadio più avanzato, può contribuire alla guarigione.
Inoltre c'è anche un interesse preventivo: il controllo del rachide dovrebbe permettere di evitare un certo numero di pubalgie.
 
Terapia.
L'immobilizzazione deve essere evitata. Precocemente dovrà essere iniziato un programma di chinesiterapia volto alla mobilizzazione, il potenziamento muscolare isometrico, nonché al recupero di compensi muscolari e posturali. Verranno privilegiati quindi lo stretching degli adduttori, l'allungamento della catena cinetica posteriore, il rafforzamento degli addominali bassi.
Nel prosieguo della riabilitazione l'obiettivo diventerà quello di incrementare la forza e la resistenza muscolare mediante la concessione di carichi sempre maggiori durante l'allenamento. Sarà quindi tollerata l'insorgenza di un certo grado di dolenza durante l'allenamento, a patto che scompaia immediatamente a riposo.

Conclusioni

Il trattamento conservativo chinesiterapeutico, associato ad un trattamento di medicina manuale, è efficace nel 90% dei casi (240 casi trattati dal 1998 ad oggi). La reale efficacia di terapie fisiche quali ultrasuoni, laser, ipertermia, non è scientificamente né statisticamente provata. Rare sono le indicazioni alla chirurgia.
In definitiva il controllo preventivo del rachide e il trattamento vertebrale, tramite manipolazioni vertebrali, permettono di evitare l'insorgenza della pubalgia. È stata, infine, dimostrata l'importanza del fattore posturale nel trattamento e nella prevenzione della pubalgia.


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Corispondenza: Canonaco, Istituto di Medicina Manuale, Viale della Resistenza 13, 87040 Castrolibero (CS), Tel/Fax 0984/854111, web: www.fisiocmr.it
 


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