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CIRCOLINO ROSSO di Giorgio Rondelli PDF Stampa E-mail

toptrainingAl meeting di Ostrava del 27 giugno 2007 fu il mitico Haile Gebreselassie a migliorare il precedente primato del mondo maschile sull’ora di corsa (Arturo Barrios con  21km e 101 metri a La Fléchè nel 1991) portandolo a 21 km e 285 metri, quest’anno, la data prevista è quella del prossimo 12 giugno, ci proverà invece la sua connazionale Dire Tune, ad attaccare il primato dell’ora femminile detenuto (7 agosto del 1998  Borgholzausen), da un'altra grande atleta keniana Tegla Loroupe con 18 km e 340 metri. Impresa non facile anche per la giovane emergente maratoneta etiope che ha vinto la scorsa edizione della maratona di Boston. In pratica si tratta di correre per oltre 18 km ad un ritmo compreso fra 3.15 e 3.16 al km per poter così arrivare a circa 18 km e 500 metri, cioè ampiamene al di là dell’attuale record della Loroupe.

In gara con la Tune ci sarà anche la rumena Alina Gherasim intenzionata a battere il primato europeo che forse  in pochi ricorderanno appartenere ad un’atleta italiana, la brava Silvana Cruciata che a Roma, il lontano 4 maggio del 1981, arrivò a 18 km e 81 metri nei 60 minuti di gara, correndo ad una media leggermente inferiore a 3 minuti e 20 secondi al km. Comunque sia, rispetto al passato, negli ultimi 25 anni, sono stati assai rari i tentativi di stabilire nuovi primati sulla classica distanza dell’ora proprio per l’estrema durezza di questa prova, soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che quasi tutti gli aspiranti neo primatisti, al di là dell’aiuto di alcune lepri nella prima parte di gara, sono poi costretti a fare tutto da soli nel momento di maggiore fatica. Come quello della Cruciata, anche il primato italiano maschile dell’ora risale ai primi anni ottanta. A realizzarlo fu il piemontese Giuseppe Gerbi, un atleta ricco di talento che in carriera, per vari motivi, ottenne meno di quanto era nelle sue possibilità. Rimpianti a parte, il fondista di Collegno, oggi affermato medico sportivo, il 17 aprile del 1982 a Roma ottenne un buon 20 km e 483 metri finendo secondo alle spalle del famoso maratoneta australiano Robert De Castella, campione mondiale nel 1983 ad Helsinki, che vinse la gara con 20 km e 516 metri, tutt’ora record dell’Oceania.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 26 maggio 2008 )
 
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