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Con le maratone di Padova ed Amburgo si sono di fatto concluse le gare indicative per conquistare le maglie azzurre per i giochi olimpici di Pechino 2008. In campo maschile Alberico Di Cecco, dopo il ritiro alla maratona di Parigi, ha fallito la sua seconda chance a Padova dove ha concluso la gara al secondo posto con 2h13.09, molto lontano dal tempo limite di 2h10.30 richiesto dalla Fidal. Dopo un ottimo passaggio, sia a metà gara in 1h04.49, che anche al 30 km in 1h32.17, l’abruzzese ha ceduto nei 10 km finali anche per colpa del grande caldo (oltre 25 gradi di temperatura). In campo femminile Rosalba Console, che aveva già corso 30 km nella maratona di Treviso è crollata ad Amburgo finendo in 20esima posizione in circa 2 ore e 47 minuti, dopo essere transitata a metà gara in 1 ora e 15 minuti.
Alla luce di questi fatti, la squadra maschile olimpica di maratona, dovrebbe essere composta dal solo Stefano Baldini, sempre che l’atleta emiliano riesca a recuperare in fretta dalla microfrattura da stress. In campo femminile le cose vanno meglio visto che oltre a Bruna Genovese, sesta a Boston e comunque già meritevole di qualificazione per gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso, dovrebbe far parte della squadra anche Vincenza Sicari che, vincendo a Torino con 2 ore 29 minuti e 50 secondi, ha realizzato il minimo richiesto dalla Fidal di 2 ore 30 minuti. Per la terza maglia di titolare la candidata numero uno rimane Anna Incerti in virtù del 17 esimo posto ottenuto ai mondiali di Osaka del 2007. Ad onor del vero l’allieva di Ticali, per via di vari problemi fisici, non ha ancora dato una seria prova di efficienza, che oggettivamente dovrebbe essere ritenuta indispensabile per ribadire il suo buon diritto a far parte della squadra olimpica. A margine delle ultime vicende della maratona azzurra ci hanno lasciati piuttosto perplessi le recentissime dichiarazioni-lamentele di Alberico Di Cecco e di Ornella Ferrara. L’abruzzese vorrebbe essere ripescato in chiave olimpica perché ritiene che la grande tradizione dell’Italia nella maratona olimpica non possa essere dimenticata anche in un momento no come quello attuale. La lombarda mette il dito invece sulle piaghe della collega Incerti e si candida al suo posto nonostante il 2 ore 34 minuti e 47 secondi ottenuto a Brescia lo scorso 20 aprile. A Di Cecco si può obiettare che, proprio alla luce della grande tradizione azzurra nella maratona olimpica, forse è meglio rimettersi in fretta al lavoro cercando di ritrovare quanto prima la condizione degli anni scorsi. Cifre alla mano, nessun azzurro ha corso quest’anno più velocemnte di 2 ore 12 minuti e 53 secondi! Alla combattiva Ornella si può ricordare che nello sport non esiste la proprietà transitiva in fatto di convocazioni, per cui se un ‘atleta che ha acquisito il diritto di partecipazione non dovesse essere poi selezionata per accertati problemi fisici, il suo posto toccherebbe automaticamente a chi, in base a piazzamenti o responsi cronometrici, non ha acquistito lo stesso diritto. Non si può accampare diritti non esistenti sulle disgrazie altrui. Credo sia giusto sottolineare questo aspetto senza comunque nulla togliere alla stima per la nostra “ever green” maratoneta azzurra. |