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TOP HISTORIC TRAINING:MARCELLO FIASCONARO PDF Stampa E-mail

Fiasconaro - toptrainingdi Giorgio Rondelli

La storia di Marcello Fiasconaro sembra una fiaba. Il padre Gregorio, fu abbattuto nei cieli dell’Africa Orientale nel 42 e poi dopo il periodo di prigionia, si stabilì a Johannesburg diventando direttore d’orchestra. Lui Marcello, detto “March” nato il 19 luglio del 1949 che una sera del 1970 ritorna a casa e racconta al padre di essersi iscritto ad un club di atletica per tenersi in esercizio anche d’inverno e potersi così preparare al meglio per coltivare la sua grande passione sportiva : il rugby.

I suoi primi incoragginati risultati sui 400 metri che trapelano dall’isolamento sportivo in cui la condanna per apartheid ha precipitato il Sudafrica grazie ad una lettera del noto discobolo italiano Carmelo Rado che ne segnala il talento alla Fidal.Un’occasione troppo ghiotta, da non perdere assolutamente, tant’è che sulla spinta del vulcanico Primo Nebiolo Marcello Fiasconaro sbarca in Italia ai primi di luglio partecipando alla Notturna di Milano dove realizza 46.7 sui 400 metri, per poi arrivare secondo in 45.49, sempre sulla stessa distanza agli europei di Helsinki beffato per soli tre centesimi dal britannico Jenkins. L’anno dopo March assaggia per la prima volta gli 800 metri, è un'escursione rischiosa che Fiasconaro paga con maligne fitte ai tendini che gli impediscono di partecipare ai giochi olimpici di Monaco 1972.  Nel 1973 però, dopo essere sceso in Sudafrica fino a 1.44.7, Marcello è pronto per il suo giorno dei giorni che arriva il 29 giugno nella vecchia Arena di Milano durante l'incontro Italia – Cecoslovacchia. Il suo avversario Josef Plachy è un atleta eccellente, dotato di un grande rush finale. Ma Marcello quella notte è davvero un marziano, dopo lo sparo vola via imprendibile già nei primi 300 metri affrontati in corsia. Alla campana passa in 51.2, Plachy è ancora nella sua scia, ma March riesce a cambiare ancora marcia, arrivando ai 600 metri in 1.16.5, Plachy a quel punto deve mollare la presa, mentre Marcello, con la testa che gli scoppia e le gambe che oramai non si sollevano più, compie l’ultimo tratto in 27.2 arrivando sulle fotocellule in 1.43.7 nuovo primato del mondo. La sua fiaba finisce lì, nonostante Marcello si ritiri poi definitivamente dalle gare d’atletica soltanto nel luglio del 1978, dopo i campionati assoluti di Roma, ritornando definitivamente in Sudafrica. Nei mesi successivi, passati soprattutto a far baldoria, ci sarà la controversa squalifica per due partenze false alla coppa europa di Oslo e poi nel 1974, con i tendini già a pezzi, il sesto posto agli europei di Roma dopo un passaggio folle (50.1) ai 400 metri. Personaggio davvero straordinario, in campo e fuori, posso dirlo con cognizione di causa avendo avuto la fortuna di allenarlo per una decina di mesi dall’ottobre del 1977 al suo ritorno in Sudafrica, quando Marcello, dopo una sfortunata parentesi nel rugby con la Concordia Assicurazioni di Milano, rientrò nell’atletica vestendo la maglia della Pro Patria. Raramente ho visto un atleta riuscire a spremersi totalmente come lui in allenamento. Il suo allenatore sudafricano Stewart Banner, non scherzava davvero come carichi di lavoro. Nel suo menù settimanale c’era sempre una corsa impegnata sulle sei miglia, circa 10 km e poi tutta una serie di prove ripetute molto veloci dai 150 in 16/17 secondi, ai 300 in 33/34 secondi ai 600 metri sotto il minuto e venti secondi. Prima del mondiale sugli 800 metri, tutt’ora record italiano a distanza di quasi 35 anni, “ March”, accompagnato da alcuni giovani miei atleti dell’epoca (Giancarlo Garattini e Raimondo Petrone), corse per 10 km al Parco di Monza in 35 minuti e 30 secondi, suo primato personale per qual tipo di seduta. Qualche giorno dopo all’Arena, aiutato dai quattrocentisti azzurri,  Furio Fusi, Sergio Bello e Claudio Trachelio in raduno a Milano, riuscì a correre per tre volte i 600 metri, con dodici minuti di recupero fra una prova e l’altra, in 1.17.2 , 1.17.8, e 1.18.2, facendo così le prove generali per il successivo record del mondo.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 11 febbraio 2008 )
 
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