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NONA CORSIA di Giorgio Rondelli (24 gennaio 2008) PDF Stampa E-mail

 Articolo pubblicato sul Corriere della Sera giovedì 24 gennaio 2008 - nella rubrica settimanale Nona Corsia

talento - toptrainingGennaio mese di convegni per l’atletica leggera. Nello scorso week-end c’è stato quello ecumenico ( oltre 450 tecnici presenti) di Ancona sulle “metodologie dell’allenamento e sulle moderne tecniche di valutazione”. I dati più interessanti emersi nel capoluogo marchigiano, forniti dal c.t. delle nazionali giovanili Francesco Uguagliati, riguardano un’ accurata analisi del Progetto del Talento varato dalla Fidal nel 2006 ed arrivato quest’anno al suo terzo anno di attività.

Un progetto a luci ed ombre. Del gruppone di 81 ragazzi facenti parte della prima selezione del 2006, si è scesi l’anno scorso a 54 atleti. Quanti di loro hanno poi migliorato in modo sensibile sul piano dei risultati tecnici? Secondo uno studio congiunto del professor Carlo Vittori, ex allenatore di Pietro Mennea e di Roberto Bonomi, attuale tecnico di Simone Collio, soltanto 16 atleti, mentre altri 11 hanno avuto lievi miglioramenti. Fra le note dolenti da segnalare i 6 atleti che hanno mantenuto soltanto i livelli di partenza e i ben 16 che invece si sono peggiorati sensibilmente. Cifre significative, ma che extrapolate da un discorso più approfondito,  non spiegano tutta la complessità del problema. Il primo errore, sta forse nell’avere identificato come talento qualche atleta, che rispetto ai parametri del passato, quando di talenti ce n’erano parecchi di più, non sarebbe mai stato giudicato tale. Il secondo errore, documentato dallo stesso Francesco Uguagliati sta nel fatto che, cifre alla mano, con quattro sole sedute settimanali e con metodologie errate ed intensità non corrette, molti ragazzi sono stati allenati poco e male. Si è arrivati al controsenso che, per la paura di bruciare il talento, lo si è allenato come se tale non fosse. Oltre ad un’esperta guida tecnica, anche in chiave di programmazione, il terzo grande problema nella gestione del giovane talento, riguarda poi l’assistenza medico-fisioterapica che ogni futuro campione dovrebbe avere e che purtroppo, quasi sempre, per motivi strettamente economici, non ha. Se oltre ai problemi sopracitati, non si hanno neppure i meccanici qualificati a disposizione, costruire le nuove formula uno per nostra atletica sta diventando un’impresa sempre più proibitiva.

Ultimo aggiornamento ( sabato 08 marzo 2008 )
 
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