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La medaglia d’oro conquistata da Mario Scapini nei 1500 metri ai campionati europei juniores di Hengelo è stato un bellissimo premio per tutte quelle persone che gli sono state vicino nei suoi primi sei anni di pratica atletica. Per primo l’indimenticabile ed indimenticato Claudio Monti, il suo professore di educazione fisica alla scuola Mauri di Milano che lo ha spinto verso la Pro Patria. Quindi per il suo club del presidente Franco Ferrari che lo ha accolto a braccia aperte indicandogli la via giusta da percorrere nel segno di una tradizione centenaria, infine per il coach Giorgio Rondelli che lo ha allenato, insieme agli altri ragazzi, come se invece che preparare giovani futuri campioni, avesse una coltivazione di perle e subito dopo per i suoi compagni quotidiani di fatica: Matteo, Giovanni, Luca e Fabio, che per essergli vicini nell’ora suprema non hanno esitato a viaggiare per oltre mille chilometri dall’ Italia all’ Olanda per tutta la notte precedente la sua gara. Ma anche per il dott. Rodolfo Tavana che un sabato di fine aprile, quando il ragazzo appiedato da un banale incidente motoristico, era oramai vicino alle lacrime, gli aveva detto, quasi a muso duro: vuoi andare agli europei ? Allora butta via quelle stampelle e mettiti a camminare, perché ce la puoi ancora fare. Ma come dimenticare gli altri allenatori Ermete, Giovanni e Diego, i genitori-dirigenti Marino Prina, Angelo Manini, Antonella Grazi, Nicoletta Bregante e Giuseppe Guerini, e con loro tutti gli atleti piu’ giovani delle categorie ragazzi e cadetti a cui l’oro di Mario ha insegnato che nello sport, i grandi sogni non svaniscono all’alba se si è disposti a soffrire sino all’ultimo. In fondo anche l’atletica italiana perché sentire l’inno di Mameli sul gradino più alto del podio in una
grande manifestazione è sempre un’ emozione da brividi sulla pelle. Infine i due genitori di Mario, papà Giovanni e mamma Flora, due colonne che ne seguono le gesta sportive e la vita di tutti i giorni con un loro straordinario cocktail fatto di dolcezze spesso nascoste e di irrinunciabile rigore morale. Un oro, quello di Scapini nato nel solco della straordinaria tradizione vincente del mezzofondo della Pro Patria che non teme confronti con qualunque altro club, non solo in Italia. 4.01.33, il tempo finale con cui Mario si è laureato campione europeo. Un crono quasi ridicolo, da gara regionale allievi. Già, ma che c’importa del tempo? Mario ha trionfato! Ventiquattro anni fa, quando ad Helsinki Alberto Cova diventò campione del mondo dei 10.000 con il modesto tempo di 28.01.32, il compianto Paolo Rosi dopo averlo quasi trasportato al trionfo con quell’interminabile Cova, Cova, Cova ripetuto ben nove volte sul rettilineo d’arrivo, si fece la stessa domanda dandosi la stessa risposta. 28.01.32 ? Ma che c’importa del tempo Cova ha trionfato! Forza Mario la strada è segnata! |