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di Maurizio Leone In un paese, come il nostro, votato per lo più alla passione per il calcio, può capitare di imbattersi in personaggi come Fulvio Salerno, che da ottimo calciatore, senza molta fortuna, a dire il vero, è diventato buon corridore di lunga lena, sicuramente uno dei migliori calabresi in circolazione, nella categoria Amatori. Fulvio, aveva le potenzialità per calcare i grandi palcoscenici del calcio nazionale, ma la fortuna e forse alcune scelte poco azzeccate, non lo hanno aiutato a spiccare il grande salto. Queste vicende però, non hanno minimamente scalfito la passione per lo sport di un personaggio dalle mille sfumature, uno sportivo vero che ha trovato nel sacrifico e nella costanza, due pietre miliari, della sua vita sportiva e non…Fulvio si è infatti laureato con il massimo dei voti in Storia Antica: “Non mi sono mai fermato in campo sportivo, ho fatto dello sport la mia ragione di vita – dice – ma non ho mai dimenticato l’importanza dello studio, ho studiato tanto, nonostante gli allenamenti e le partite, sia in casa che in trasferta…” La storia sportiva di quest’uomo, inizia all’età di tredici anni, quando per la prima volta partecipò ad una gara di corsa campestre, vincendo le varie fasi intermedie, per prendere poi parte alla fase nazionale a Pescara: “ una grande emozione – dice – perché per la prima volta, mi sono spostato in treno dalla Calabria…” . La sua avventura atletica, dura però una sola stagione, perché viene inserito dai suoi genitori, nell’ambiente calcistico.
Ha iniziato a giocare nella Popiliana, del presidente Vincenzo Perri, e con questa squadra ha vinto praticamente tutti i tornei a cui ha partecipato, dalla categoria “giovanissimi”( allora Nga), fino agli “allievi”. Durante il periodo Nga , Salerno ha vinto con la rappresentativa provinciale, il titolo nazionale a Firenze. Ingaggiato a 17 anni col Morrone Cosenza, ha poi esordito in serie D. Con questa squadra, ha giocato per sei anni consecutivi, vincendo un campionato di Promozione. Dopo il passaggio alla Paolana, a fine stagione, Fulvio decide di smettere, ed all’età di ventisette anni, comincia la carriera di allenatore. Ha prima allenato il settore giovanile del Castrolibero, e poi passato al Real Cosenza, che continua ad allenare ancora oggi: “faccio un lavoro che mi piace – dice – insegno ai ragazzi quello che ho imparato, e anche di più. E poi sono tornato al mio primo amore: la corsa. Ho partecipato alle maratonine di Roma, Ostia e Bari, al Campionato Italiano “master” di Carrara, dove sono riuscito a realizzare un discreto tempo: 1h 17’14”; a quello di Livorno sui 10Km, alle Maratone di Venezia, Napoli, Palermo e Carpi, ben due volte a quella di Firenze, ed in più di un occasione ho abbattuto il muro delle tre ore, realizzando un inaspettato 2h56’ alla maratona di Firenze". La sua settimana d'allenamento | 1 | Rip. brevi - 10-12 x 400 a 1'15" rec 1'15" | | 2 | Corsa lenta - 1h a 4'20" | | 3 | Rip. lunghe - 6 x 1000 a 3'15"/20" con rec. da 3'15" oppure un 1000 a 3'15" un 2000 a 6'40"/45" un altro 1000 e un nuovo 2000 con un rec. passivo che va da 3 ai 4 minuti | | 4 | Corsa lenta - 1h a 4'20" | | 5 | Se effettuo il 5° all. può essere un corto veloce di 5/6 km intorno a 3'35"/40" oppure una corsa di 1h a 4' a km o ancora una nuova corsa lenta ma di 1h 10'/15' (questo in base ai mio obbiettivo) |
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