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IL CAMPACCIO PARLA STRANIERO PDF Stampa E-mail

TOPTRAINING.IT di Maurizio Leone

L'edizione numero 53 del cross del Campaccio parla ancora una volta straniero, ripetendo un copione che potrebbe alla lunga diventare monotono: il grande Francesco Panetta ultimo vincitore italiano nel 1993, e l'indimenticato Umberto Pusterla ultimo italiano sul podio nel 1994 (dietro all'irraggiungibile Haile Gebresilassie) possono dormire sonni tranquilli, visto che nemmeno in questa edizione si è sfiorato il “rischio” che qualche azzurro potesse compiere l'impresa;

vero è che soprattutto negli uomini il livello della gara è stato di assoluto rispetto e non si è giocato affatto, anzi: keniani del calibro di Eliud Kipchoge (campione mondiale e vicecampione olimpico dei 5000m), Moses Masai (bronzo mondiale nei 10000m), Titus Mbishei (vicecampione mondiale di cross juniores), l'etiope Feleke Cherkos (campione mondiale juniores dei 5000m), e l'onnipresente ucraino pluricampione europeo di cross Sergey Lebid, rappresentano avversari di caratura mondiale, e su un percorso velocissimo a dispetto della neve caduta in altre parti dell'Italia settentrionale, per i nostri c'è stato poco da inventare. Il solo Andrea Lalli (FFGG), fresco vincitore del cross di Bruxelles, ha provato a tenere testa al gruppo africano accompagnato dai due ucraini Lebid e Matviychuk, ma al primo allungo degli atleti di colore intorno al quarto dei dieci chilometri in programma anche lui ha dovuto capitolare per gestire energie preziose utili nel finale. Anche un grande “finisseur” come Sergey Lebid, unico bianco rimasto in scia, si è dovuto arrendere con lo scorrere dei giri, lasciando il palcoscenico ad un quartetto formato dai keniani Kipchoge, Masai, Mbishei, e al sornione etiope Feleke. La gara si è risolta con una grande volata lanciata dal generoso Kipchoge  sul tratto piano all'interno dello stadio “Alberti” , con l'immediata reazione di Masai, e con Feleke che in barba ai due keniani ed un po' a sorpresa è riuscito ad infilarli spingendo a tutta sul tratto finale, e trionfando in 28'52”. Dietro di lui un solo secondo di distacco per Kipchoge, quattro per Masai e cinque per Mbishei, rispettivamente secondo, terzo e quarto. Per Lebid un buon quinto posto in 29'30”, davanti all'altro keniano Kipkoech (29'42”), e ad un ottimo Andrea Lalli, settimo in 29'50”. Più staccato il carabiniere Stefano La Rosa, 12° in 30'18”. Diverso il copione della gara donne sui 6km, con una splendida Elena Romagnolo (Esercito) capace di correre finalmente una gara da frontrunner, mettendo paura ad una avversaria di altissimo livello come l'ungherese Aniko Kalovics (Cover Verbania), vincitrice lo scorso anno, bronzo agli europei di cross del 2003 e maratoneta da 2h 27', e addirittura staccando le campioncine Stephanie Twell (inglese tre volte campionessa europea a livello giovanile), e Irina Sergeyeva  (russa vicecampionessa europea under 23). La gara si decide nella parte finale del penultimo giro, con un allungo violento della Kalovics a cui la Romagnolo cerca di resistere, con  l'inglese Twell in seria difficoltà. Il finale vedrà il trionfo dell'ungherese in 20'17”, davanti alla nostra portacolori staccata di 8”, ed una sorprendente Federica Dal Rì (Esercito), che con una strepitosa rimonta agguanta e stacca di dieci secondi un esausta Stephanie Twell, raccogliendo un entusiasmante terzo posto in 20'27” (a solo due secondi dalla Romagnolo!). La russa Irina Sergeyeva ( 20'42”), mai nel vivo della gara, taglierà il traguardo al quinto posto, davanti ad un ottima Valentina Belotti (Runner team 99), sesta in 20'48”, e all'italo marocchina dell'Esercito Fatna Maraoui, settima in 20'57”.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 27 gennaio 2010 )
 
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